Cantautori Genovesi

Alla fine degli Anni Cinquanta, Genova divenne una vera e propria fucina della grande musica d’autore. De Andrè, Paoli e molti altri cantanti vissero e crebbero assieme per le strade di Genova, dando vita alla Scuola Genovese, che cambiò per sempre la storia della musica italiana.

Ecco perché ancora oggi migliaia di viaggiatori continuano a venire a Genova in cerca delle atmosfere magiche e suggestive di quell’epoca.

Anche tu, se vuoi abbracciare la vera anima di Genova, devi scoprire la sua storia musicale.

Ecco un assaggio di questa incredibile stagione musicale genovese:

Fabrizio De Andrè

De Andrè è considerato il più importante rappresentante dei cantautori genovesi e della musica italiana del Novecento. Dopo aver abbandonato gli studi di legge, si dedica anima e corpo alla musica. Affascinato dai grandi autori americani, come Bob Dylan e Leonard Cohen, rivoluziona completamente i canoni della canzone italiana. Il suo stile attinge alla grande tradizione musicale italiana e francese, ma i suoi testi, ironici e audaci, sono una novità assoluta per quell’epoca. Nel 1968 la grande cantante Mina interpreta la sua celebre “Canzone di Marinella” e arriva il successo nazionale. De Andrè dedica alla città di Genova il suo album “Creuza de ma” (1984), scritto interamente in dialetto locale, oggi considerato uno dei migliori album della canzone italiana di tutti i tempi.

Gino Paoli

Gino nasce nel 1934 a Monfalcone, ma la sua famiglia si trasferisce a Genova poco dopo la sua nascita. Dopo un esordio come pittore, abbandona il pennello per la musica, che coltiva insieme all’amico Luigi Tenco e agli altri della Scuola Genovese. Nel 1959 esce il suo primo disco con la Ricordi di Milano ma il successo arriva solo qualche anno dopo, quando Mina interpreta “Il cielo in una stanza”, che si dice Gino Paoli scrisse in un bordello di Genova. Tra i suoi successi ci sono “La Gatta”, “Sapore di sale”, “Che cosa c’è”, “Senza fine”. Ma il successo non sempre porta la felicità: dal ‘61 al ’76 soffre di una grave dipendenza dall’alcool, la stessa che portò alla morte del fratello e nel 1963 Paoli tenta il suicidio. Dopo questa crisi però, Paoli si è ripreso ed è tornato sul palco con altri grandi successi.

Luigi Tenco

Nato ad Alessandria nel 1938, si trasferisce a Genova con la famiglia all’età di dieci anni ed è qui che inizia a suonare il jazz e a frequentare Gino Paoli, De Andrè e gli altri della Scuola Genovese. Diventa musicista professionista, lavora alla Ricordi di Milano e inizia a pubblicare i suoi successi. Ma il suo stile controcorrente allontana la critica e il jet set della RAI, portandolo a una crisi che sfocerà nel suo suicidio del 1967 dopo un rovinoso flop a Sanremo. Anche la sua morte fu una contestazione contro una musica italiana sempre più pop e priva di significato a favore della vera canzone d’autore. Una contestazione che avrebbe contribuito per sempre alla crescita della qualità della storia musicale italiana.

Bruno Lauzi

Lauzi nasce ad Asmara ma cresce a Genova accanto agli altri cantautori genovesi. Lauzi però non è solo un musicista, ma anche un uomo di spettacolo, scrittore e cabarettista, si interessa di politica e di calcio ed è sempre stato un personaggio molto impegnato, controcorrente socialmente e culturalmente. Dopo grandi successi come “Ritornerai”, “Ti ruberò” e “Margherita”, ebbe una carriera costellata dalla collaborazione con altri grandi autori, tra cui Mogol e Battisti.

 

 

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